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CVSlogo

Associazione Centro Volontari della Sofferenza

Biografia

Il CVS Centro Volontari della Sofferenza) nasce prima di tutto come risposta concreta al dramma della sofferenza umana che molto spesso conduce l’uomo ad allontanarsi dal suo Creatore. Nella sofferenza offerta dal malato si riconosce una partecipazione al mistero pasquale di Cristo che lo rende apostolo e perciò primizia e profezia per la valorizzazione di ogni forma di sofferenza presente nella vita dell’uomo. Tutto questo in uno spirito di profonda adesione alle richieste di preghiera e di penitenza proprie della spiritualità  mariana di Lourdes e di Fatima.  La risposta del CVS alle richieste di Maria trova la sua esemplificazione evangelica sul calvario, ai piedi della croce di Gesù, dove l’evangelista Giovanni descrive la presenza della Madre e del discepolo amato. Allo stesso modo il Volontario della Sofferenza vuole rimanere, accanto a Maria, sotto la croce di ogni sofferente, quale presenza concreta e solidale, che comprende e che accompagna.  Ai piedi della croce, l’apostolato del CVS riconosce quindi la propria identità , guardando al mondo della sofferenza come alla “terra” della propria missione e proponendo ad ogni uomo una scelta di vita aperta alla salvezza.  Nell’azione pastorale e sociale svolta dal CVS a favore della persona sofferente, è posta in primo piano la persona disabile, quale presenza attiva ed allo stesso tempo credibile. Ma l’azione del CVS vede coinvolti nel medesimo ideale ammalati e sani per una condivisione della medesima spiritualità .  Sezione del CVS è la Lega Sacerdotale Mariana (LSM) cui appartengono sacerdoti e diaconi.  Il CVS è organizzato a livello diocesano e viene riconosciuto dal Vescovo del luogo, il quale ne approva lo Statuto, riconosce il Consiglio Diocesano eletto dall’assemblea e assegna un sacerdote, quale Assistente Diocesano.
Apostolato innovativo Il Beato Luigi Novarese può essere considerato il primo vero artefice di un apostolato innovativo, che vede nell’ammalato non solo una persona da accudire e sostenere ma anche, e soprattutto, un testimone di speranza per altre persone costrette a transitare nell’oscuro tunnel del dolore. La coraggiosa accettazione del proprio stato orienta il sofferente a rispondere da figlio di Dio al suo compito di esistere, reso particolarmente difficile dalle situazioni di malattia e di handicap. L’ammalato può divenire un prezioso “strumento” di evangelizzazione, di sostegno del fratello sofferente. Uno strumento di luce nel luogo dove vive, perché è lui che deve trasformare il proprio ambiente. Le loro esperienze di malattia, di isolamento, di emarginazione, quando hanno trovato senso e novità  nell’incontro con il Cristo, li rendono particolarmente qualificati e credibili nel portare la luce del Vangelo a chi, in situazioni simili, ancora si sente inutile e smarrito.
L’ammalato soggetto di azione Gli ammalati, quindi, protagonisti di un apostolato di tipo nuovo: l’ammalato da semplice oggetto di carità , diventa soggetto, il soggetto dell’azione. Se il corpo soffre o è inerte, lo spirito è pur sempre attivo. La persona sofferente non può rassegnarsi all’isolamento o all’autocompatimento. Lo spirito è risorsa e trampolino di lancio verso una più profonda comprensione di noi stessi, capace di promuovere una mentalità  completamente evangelica.

ATTIVITA’ SVOLTE · Esercizi spirituali
Col metodo di Sant’Ignazio Luigi Novarese ha dato inizio a un’esperienza che nessuno aveva mai tentato prima: organizzare corsi di Esercizi spirituali per i disabili. Aiutare i sofferenti, significa prendersi cura anche della loro dimensione spirituale. Il Beato Novarese ha capito l’enorme importanza che riveste il mondo interiore dell’ammalato nel determinare il suo atteggiamento nei confronti della malattia. Per questo ha deciso di occuparsene delineando nei suoi scritti l’itinerario di una pedagogia rivolta alla formazione spirituale degli infermi secondo il metodo tradizionale degli Esercizi spirituali di Sant’Ignazio di Loyola. Novarese insegna a fare esperienza di sé attraverso un cammino interiore guidato dalla preghiera e dal messaggio evangelico. Attiva l’impeto dello spirito e riporta alla luce la vitalità  mortificata nel corpo sofferente. Tanto è il successo dei primi corsi di Esercizi spirituali avvenuti al Santuario di Oropa, in Piemonte, nel 1952, che don Novarese si trova davanti a una richiesta precisa: i malati vogliono pregare in un edificio idoneo, che sia privo di barriere architettoniche e li faccia sentire a loro agio. E’ così che nasce il progetto per la costruzione della Casa “Cuore Immacolato di Maria” di Re, in Val Vigezzo e qualche anno più tardi, anche a Valleluogo di Ariano Irpino (Av). A tutt’oggi in entrambe le Case di Re e Valleluogo si realizzano corsi di Esercizi spirituali dedicati ai sofferenti. All’estero, dove sono presenti i Silenziosi Operai della Croce, si svolgono giornate di spiritualità  che favoriscono la formazione profonda alla vita cristiana, capace di guidare alla santità  della vita e ad un efficace apostolato per il sofferente.

· Pellegrinaggi Il Beato Luigi Novarese volse la sua prima attenzione ai sacerdoti, soprattutto sofferenti, anziani o in difficoltà , organizzando nel 1952 il primo pellegrinaggio a Lourdes. Da allora i pellegrinaggi (a Lourdes, a Fatima, in Terra Santa”¦) si susseguono, sempre nuovi e toccanti, aperti a tutti, anche ai più piccini. Conservano lo stile tramandato dal Beato Luigi Novarese, permettendo una provvista di energia spirituale, per sfidare le leggi del mondo pregando e dimostrando che la malattia può essere vissuta come un percorso alla scoperta della presenza del Regno di Dio dentro di noi. – Pasqua a Lourdes DATE DA COMUNICARE Incontri mensili - I Settori non si sostituiscono ai Gruppi d’Avanguardia, ma sono istituiti per completare armonicamente il cammino di ogni persona interessata al carisma del CVS, adattandosi alle esigenze proprie di ogni età… “formazione specializzata attraverso lo studio e la maturazione di problemi pertinenti all’età e alla categoria particolare cui si appartiene” (Mons. Novarese).
I Settori lavorano a carattere diocesano, con la guida di un “animatore di Settore” che si avvale della collaborazione di un’equipe costituita e con    l’accompagnamento di un sacerdote, si incontrano mensilmente. Il CVS nella diocesi di Brescia ha dinamici Settori e Gruppi, quali: gruppo famiglie, gruppo attivo, settore giovani, settore adulti e settore anziani. Gruppi d’avanguardia

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